Il dipendente non può essere offeso sul luogo di lavoro
Il datore di lavoro non può utilizzare parole volgari verso il proprio dipendente, accusandolo di non fare alcunché sul luogo di lavoro, perché rischia di rispondere penalmente sotto il profilo
dell’ingiuria.
In tema di ingiuria, affinché una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica ad un errato o colpevole comportamento, in atti di ufficio, di un suo subordinato,
non sconfini nell’insulto a quest’ultimo, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell’errore, sottolineino l’eventuale
trasgressione realizzata.
Se invece le frasi usate, sia pure attraverso la censura di un comportamento, integrino disprezzo per l’autore del comportamento, o gli attribuiscano inutilmente intenzioni o qualità negative e
spregevoli, non può sostenersi che esse, in quanto dirette alla condotta e non al soggetto, non hanno potenzialità ingiuriosa.
Quindi sono penalmente punite le frasi insolenti e la volgarità.
Lo ha stabilito la Cassazione penale, sez. V con sentenza n. 42064/2007.
Slai Cobas
Commercio

