ven

10

apr

2009

1-10-100-1000 Origgio - So.Ges.Ter di San Giuliano Milanese

Come previsto si è svolto Oggi 9 aprile il secondo picchetto, indetto dallo Slai Cobas, davanti alla So. Gester di San Giuliano Milanese.

Una quindicina di compagni hanno tenuto bloccati per circa tre ore i cancelli dell’azienda. Tra loro anche i quattro lavoratori rumeni licenziati e iscritti allo Slai, che stanno promuovendo la vertenza iniziata un mese fa con un primo picchetto durato tutta la giornata in risposta alle manovre della ditta, dichiarata in stato fallimentare e in regime di Prodi-bis, che nei mesi precedenti ha provveduto a cambiare la cooperativa a cui appaltava i lavori di facchinaggio, riducendo il salario di tutti i dipendenti e licenziando i quattro compagni che si erano rifiutati di sottostare alle nuove condizioni di maggior sfruttamento.

La piattaforma rivendicativa è molto chiara e semplice:

1) pagamento dello stipendio di gennaio mai corrisposto;

2) Avendo la So. Ges. Ter utilizzato i lavoratori per due mesi (fase di sostituzione della vecchia nella nuova cooperativa) con prestazione d’opera in nero, l’azienda doveva far rientrare i lavoratori nel suo organico (in tal modo se, tramite la Prodi-bis, il commissario la rimette in gioco, i quattro lavoratori fan parte della partita).

Il primo picchetto non aveva portato ad alcun risultato concreto, così i lavoratori, di fronte alla fumosità dei legali dell’azienda, costruiscono una seconda iniziativa per tenere sotto pressione l’azienda, messa recentemente sotto il controllo di un commissario del tribunale.

La posta economica messa in gioco dai picchetti è troppo alta per la ditta, si può quantificare in circa 80.000 euro persi nel caso di mancata partenza dei camion carichi verso il porto di Genova. Si arriva così velocemente alla disponibilità dello stesso commissario a incontrarsi coi lavoratori.

L’incontro si è svolto tra Slai cobas, legali dello Slai, quattro lavoratori e il commissario nominato dal Tribunale di Lodi. Quest’ultimo ha premesso che stava svolgendo una “ricognizione” dello stato dell’azienda e che avrebbe depositato la sua relazione presso il Tribunale di Lodi. A quel punto, se il Tribunale lo incaricava di traghettare

l’azienda verso l’acquisizione di un altro proprietario, lui si impegnava a far entrare i quattro lavoratori licenziati per far loro usufruire la cassa integrazione.

Url Trackback per questo articolo


Trackbacks / Pingbacks: 0

Scrivi commento

0 in basso

  • loading