gio
08
gen
2009
Lavoratore, l'ipercoop sei Tu?

La condizione in cui ci troviamo a vivere come lavoratori dell'IPERCOOP di Crema è venuta negli ultimi anni, scadendo a livelli inaccettabili. Ormai anche i diritti più elementari sono minacciati da condizioni di lavoro insostenibili e salari miserabili.
Perché SLAI COBAS? Perché c’é bisogno di un altro modo di rivendicare i nostri diritti e la nostra dignità. Sentiamo la necessità di creare un progetto sindacale alternativo a quello già esistente in azienda. Lo SLAI Cobas è uno strumento di lotta e di autorganizzazione per i lavoratori che non vogliono più assistere passivamente al progressivo deterioramento delle proprie condizioni di vita e dell’ambiente di lavoro.
Per riprendere nelle nostre mani tutto il potere di scegliere e di controllare dal basso chi ci deve
rappresentare. Per dare voce e ricostruire un radicale e alternativo progetto di essere tutti sindacato. Per affermare il diritto all’organizzazione contro tutte le vessazioni aziendali. Per
contrastare le politiche padronali, antiproletarie e di sfruttamento, che continuano ad indebolire e fiaccare i lavoratori in tutti i settori, condannandoli, insieme alle loro famiglie, al ricatto
della precarietà a vita e la collocazione in fascia di povertà, a sotto-diritti e sotto-salario. Tutto ciò avviene perché i sindacati confederali non difendono più i tuoi interessi.
VUOI ESSERE PIÙ FLESSIBILE E SENZA DIRITTI?
OPPURE VUOI UN SINDACATO DI LOTTA E DI DIFESA?
C’È BISOGNO DI UN ALTRO MODO DI RIVENDICARE
I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA DIGNITÀ
ADERIAMO ALLO SLAI COBAS E COMINCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI ECONOMICI E SINDACALI.
Quante volte vi siete chiesti:
Come mai i soldi nella mia busta paga, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali, finiscono sempre prima della fine del mese?
La retribuzione deve essere proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso deve essere sufficiente ad assicurare a se e alla sua famiglia un esistenza libera e dignitosa. Quindi,
la necessità di un contratto integrativo che preveda l’inserimento in busta paga di 300 euro lordi per tutti i lavoratori e lavoratrici, come riconoscimento professionalità e per il recupero
salariale al reale costo della vita.
Come mai i lavoratori dei reparti: ortofrutta, macelleria, pescheria, forneria, rosticceria, casse, sono obbligati a timbrare l’entrata e l’uscita, già indossando le divise e/o particolari indumenti
di protezione individuale (DPI)?
L'orario di lavoro inizia quando il dipendente, entrando nell'impresa, si assoggetta alle disposizioni dell'imprenditore; il tempo impiegato, all'interno dell'unità produttiva, per indossare le
divise rientra quindi nell'orario di lavoro, trattandosi peraltro dell'adempimento di un dovere che il datore di lavoro ha valutato come attinente alla posizione lavorativa. Quindi il tempo di
vestizione e svestizione devono essere inclusi nell'orario di lavoro e quindi deve essere retribuito.
Come mai le lavoratrici alle casse in part time, vengono imposti turni di lavoro su 21 tipologie di turnazione e nella piena flessibilità a senso unico per l’azienda, anche nell’impiego dello
straordinario?
La flessibilità smodata sull’utilizzo del part time, soprattutto per le lavoratrici alla barriera casse oltre a comportare un’indennità eccessivamente ridotta, comporta anche impossibilità della
lavoratrice a reperire altre occupazioni, essendo il lavoratore in totale balia dell’organizzazione aziendale. Appare logico quindi che l’impedimento porti a una retribuzione insufficiente ad
assicurare a se e alla sua famiglia un esistenza libera e dignitosa, oltre all’inconciliabilità tra tempi di vita individuali e tempi sociali.
Come mai i lavoratori che lavorano con disaggio freddo non percepiscono nessun indennizzo?
L’indennità disagio freddo è riconosciuta a coloro che lavorano nelle celle frigorifere.
Come mai le nostre mansioni non corrispondono ai livelli economici di inquadramento?
Perché il ricorso massiccio alle forme di flessibilità del lavoro, alla precarietà, alla svendita dei diritti dei lavoratori, hanno influenzato negativamente la capacità di resistenza, inculcando nei
lavoratori il senso di sconfitta, determinando conseguentemente, passività verso le richieste aziendali di aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro. Chiediamo il rispetto dei diritti e della dignità
dei lavoratori.
Come mai gli indumenti di lavoro non sono adeguati alle temperature ambientali di lavoro?
La dotazione di indumenti e/o strumenti di protezione e prevenzione in relazione alla tipologia di lavoro assegnato, devono essere idonei a tutelare la salute ed integrità fisica di tutti i
lavoratori.
Come mai non vengono assegnate turnazioni di ferie nei periodi di “feste”?
Va imposta un’organizzazione del lavoro e la definizione di criteri più equi, per la determinazione e la distribuzione dei carichi di lavoro, dalle turnazioni dell’orario, agli straordinari, ai
periodi feriali.
Come mai lavoriamo come somari, lavorando il doppio, ma con un solo stipendio?
Per aumentare i profitti si ricorre agli aumenti dei carichi di lavoro, diminuendo il personale e aumentare la flessibilità di chi lavora, oltrechè tenere gli stipendi al palo. Ci vorrebbero nuove
assunzioni e a richiesta passare i lavoratori da part time a full time.
Come mai non vengono effettuate le visite mediche di accertamento per tutti i dipendenti (vedi cassiere / sindrome da tunnel carpale) così come previsto dalla norme in materia di sicurezza nei luoghi
di lavoro?
La visita medica preventiva è intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica, correlata ai
rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta. La periodicità di tali accertamenti, viene stabilita, di norma, in una
volta l'anno.
In materia di sicurezza del lavoro non si ammettono deroghe alla salvaguardia della persona umana e nella sua integrità psico-fisica. La tutela del diritto alla salute del lavoratore, oltre cha al
diritto all’incolumità fisica del singolo individuo, si configura come diritto ad un ambiente salubre. L’azienda è tenuta ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la
particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessari a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.
COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI PER RIVENDICARE
LAVORO STABILE – SALARIO – DIRITTI
SOLO CON L’UNITÀ E LA SOLIDARIETÀ FRA I LAVORATORI
È POSSIBILE DIFENDERSI
SLAI COBAS COORDINAMENTO PROV.LE DI CREMONA
Via Mazzini, 24 – Bagnolo Cremasco (CR) tel. 0373470015 - slaicobascremona@gmail.com
S.L.A.I. Cobas www.slaicobas.it
Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale
Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel/fax 02/8392117, slaimilano@slaicobasmilano.org www.slaicobasmilano.org
Sede legale: Via Masseria Crispi 4, 80038 Pomigliano d’Arco (Na), tel/fax 081/8037023, cobasslai@fastwebnet.it www.slai-cobas.org
3 in basso
-
#1
BASTA occupiamoci DAVVERO delle persone che lavorano e SMETTIAMOLA con gli slogan elettorali LA GENTE è stuffa di parole... BASTA
-
#2
cara agostina sei per caso una collega, vorrei saperlo
ovviamente mi riferisco se sei una collega di ipercoop,
mi interesserebbe saperlo!
ciao -
#3
la grande distribuzione non viene mai mensionata ne da
radio ne da organi di informazione,ma non siamo lavoratori anche noi?
o serviamo solamente a lavorare la domenica solo per un gruppo di cerebrolesi che invece di uscire e godersi
le giornate conosce solamente i supermercati come siamo caduti in basso !!!!!!!!!! 
Slai Cobas
Commercio

