mer
31
dic
2009
Bennet di Origgio: una magnifica lotta

Dopo 5 scioperi (con partecipazione dei lavoratori agli scioperi generali del 17 novembre e 12 dicembre), con picchetti alle entrate del magazzino Bennet di Origgio, i lavoratori delle cooperative (95% immigrati che lavorano in condizioni pessime) riescono a piegare i loro padroni.
Dopo cinque mesi di lotta i lavoratori, quasi tutti iscritti allo Slai Cobas, hanno firmato un accordo che prevede: 1) il rientro in azienda di Dikson, operaio licenziato, dopo una provocazione dei capetti della coop. Leonardo, perché delegato tra i più attivi del nostro sindacato; 2) trasferimento in altri siti di due capetti che in azienda intimidivano ed insultavano con frasi razziste i lavoratori; 3) costituzione di una commissione, dove sono presenti insieme ai responsabili aziendali quattro lavoratori, che ha il compito di ripartire le ore tra i 160 lavoratori presenti nel magazzino Bennet e l’organizzazione delle presenze nei turni; 4) l’attribuzione dell’ultima trance della quota una tantum di 600 euro sulla prossima busta paga (andando contro l’accordo nazionale, siglato il 10 dicembre 2008 a Roma tra le associazioni padronali e sindacati confederali, che, oltre alla concessione di ulteriore flessibilità sull’orario di lavoro, introduzione dell’apprendistato di durata di 36 mesi con una retribuzione pari al 90%, proroga al 31 dicembre del 2009 l’erogazione della quota una tantum); 5) 30 euro mensili di aumento per tutti ( tra i lavoratori delle diverse cooperative e con diverse mansioni) sul premio di produttività subito e altri 30 euro di aumento a partire dal primo giorno di luglio 2009; 6) costituzione di una sala medica per il primo pronto soccorso; 7) il riconoscimento della rappresentanza sindacale dei delegati Slai Cobas.
E’ un accordo che anche nella parte economica, va contro ciò che le associazioni padronali e Filt/CGIL, Fit/CISL e UIL trasporti hanno siglato a Roma il 10 dicembre, che va oltre i confini di Origgio, che: 1)crea la premessa per superare la guerra tra poveri che talvolta si sviluppa in queste aziende; 2) estende la lotta ad altri luoghi di lavoro; 3) politicamente ha unito, su un percorso condiviso che ha elevando la combattività complessiva, militanti di diversa appartenenza associativa che sono accorsi a sostegno della lotta.
Una battaglia vinta al termine di una settimana di blocco del “cottimo” , uno sciopero che ha coinvolto i due turni di lavoro, che ha bloccato i tir e i camion in entrata, intasando le arterie principali intorno alla zona industriale che portano a Milano, Lainate, Varese, e che ha visto coinvolgere, in diverse fasi, dalle 70 alle 120 persone esterne al magazzino Bennet.
Pioggia, neve e freddo non hanno fermato la solidarietà di quanti hanno sentito come propria questa lotta, che non è stata ristretta nei confini del magazzino di Origgio (Varese), ma ha coinvolto lavoratori di altre cooperative (di Olgiate, Pieve Emanuele, Lodi, Cremona, Corte Olona, Ortomercato di Milano), numerose realtà politiche e sociali (studenti dell’Università Statale e Bocconi di Milano, militanti di Rovigo e Torino, quest’ultimi, il 19 dicembre hanno manifestato di fronte alla Bennet di Via Orvieto, il Centro Sociale Vittoria, il Comitato antirazzista milanese, il comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e dei territori di S. San Giovanni, il Centro Sociale Cox, la “panetteria” di Lambrate, il centro “la forgia” di Cremona, “la fucina” di Sesto San Giovanni, il Coordinamento dei proletari e lavoratori comunisti e militanti dei vari gruppi politici).
E’ stata una magnifica lotta, portata avanti in modo autorganizzato dal basso, rispondendo a provocazioni di ogni genere (nel magazzino, durante gli scioperi) e anche scontri fisici, che non solo ha unificato i lavoratori srilankesi, maghrebini, albanesi, equadoregni, e i pochi italiani presenti, ma ha creato le premesse per allargare il conflitto alle altre cooperative lombarde( dove sono presenti 70-80 mila “stranieri” e dove negano i minimi diritti dando paghe da fame).
Nell’assemblea tenuta, dopo la firma dell’accordo, nello spazio antistante la portineria principale, è uscita la proposta di una assemblea pubblica da fare verso la metà di gennaio a Milano (domenica 18? per decidere faremo un incontro il 2 gennaio ore 18.30 nelle sede dello Slai Cobas con tutti quelli che sono interessati) su crisi, attacco padronale, risposta dei lavoratori insieme agli studenti e soggetti politici e sociali antagonisti, per costruire un’opposizione organizzata ed intransigente ai padroni e Governo.
Per concludere, ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato ai picchetti e sostenuto la lotta anche al di fuori di Origgio, in particolar modo siamo orgogliosi per l’apporto dato da tutti i militanti Slai che hanno, non solo , fatto enormi sforzi per fornire un adeguato sostegno logistico ed organizzativo (legna da ardere, bevande, chili di roba da mangiare, fornelli a gas, impianto fonico, ecc.), ma, nel periodo della lotta, mantenuto il presidio nei posti di lavoro dove sono, partecipato alla manifestazione operaia e studentesca di Termoli, alle manifestazioni in occasione degli scioperi generali del 17 novembre, 12 dicembre e alle varie iniziative, riunioni in preparazione del Congresso che terremo agli inizi di marzo 2009.
Slai Cobas
Commercio


